Archivio per Novembre, 2008

Come difendersi da Facebook

Posted in comunicato, internet, social network, sociale, web on Novembre 27, 2008 by webrond

La privacy? Sul sito più trendy del momento è impossibile garantirla. Non resta che seguire alcune regole suggerite da un consulente d’eccezione

Marta Serafini per il Magazine del Corriere della Sera

Un bel mondo. Virtuale, semplice, complicato, divertente, pericoloso. Che tiene attaccati 110 milioni di utenti, oltre due milioni in Italia. Che ci fa tornare a casa la sera davanti al computer, solo per spiare le vite altrui. È Facebook, il social network fondato nel 2004 dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg che in origine lo concepì come circolo esclusivo per tenersi in contatto con i compagni di college, scambiarsi dispense e appunti. Poi Zuckerberg ha capito: il “fenomeno” doveva divenire business. Ed eccolo Fb (acronimo per gli aficionados), una megalopoli da 300 milioni di dollari, aperto a tutti, gratis. Ma il prezzo da pagare è un altro. La propria privacy. Iscriversi è un attimo: mail, password, nome (vero o finto che sia), sesso (è obbligatorio). A scelta: il numero di cellulare, la data di nascita, le scuole frequentate, le preferenze musicali, politiche e religiose. Il numero di carta di credito. Poi si caricano le istantanee del matrimonio, delle vacanze, si “taggano” (nominano) gli amici sulle foto altrui, si commenta. E, non da ultimo, su Facebook c’è anche chi aggiunge le immagini di figli e di nipoti.

Un piatto troppo ricco anche per truffatori, ladri di identità, pedofili alla ricerca di immagini da scaricare e teenager da adescare. Incominciamo dai pedofili: «Certo, è possibile che un malintenzionato possa scaricare materiale, ma è difficile poiché il rapporto è mediato dal genitore, dal fratello, dallo zio che hanno caricato la foto. La pedofilia su Facebook è un fenomeno sporadico», tranquillizza Umberto Rapetto, colonnello del Gat, il nucleo anti frodi telematiche della Guardia di Finanza. Tuttavia i minori possono iscriversi senza problema. «Il furto di identità è invece molto più facile: nei social network come Facebook, MySpace, Linkedin milioni di persone consegnano a un universo di interlocutori sconosciuti la propria radiografia anagrafica. Chiunque può appropriarsi della vita di chiunque ». Casi ce ne sono già stati, con relative denunce (è successo in Gran Bretagna). È la teoria della finestra rotta, formulata dal giallista americano Jeffrey Deaver, secondo il quale sarebbero state create società con il solo scopo di immagazzinare i dati di milioni di persone per poi rivenderli. Leggende metropolitane? Come ogni mondo che si rispetti Facebook ha le sue. Spiega Rapetto: «Secondo i complottisti sarebbe un programma della Cia. Una maschera dietro la quale si cela l’Information Awareness Office (Iao), varato a ridosso dell’11 settembre».

Una volta creato il profilo vanno impostati i livelli di sicurezza. L’utente deve scegliere chi può vedere le sue foto (solo gli amici, o tutto il resto del “mondo”?), chi può leggere il suo status (solo chi è in connessione o anche gli amici degli amici?). Non è abbastanza per mettersi al riparo. «A leggere l’homepage di Facebook si scoprono due cose terribili», dice Rapetto. «“Non possiamo garantirti che i contenuti che invii al sito non siano visualizzati da persone non autorizzate” e poi un comodo (e altrettanto illegale) “non siamo responsabili di elusioni delle misure di sicurezza del sito o delle impostazioni della privacy”». E se il Garante sta tentando di disciplinare i siti di social network «controllare un mondo anarchico è impossibile, i server ricadono sotto legislazioni straniere fuori dall’orbita giurisdizionale italiana. Sarebbe possibile controllare il network solo se fosse “cittadino” italiano a tutti gli effetti», afferma il colonnello. Per difendersi la regola è: «Stare fermi il più possibile e non proporre più di quanto ci viene chiesto». Ma spesso i filtri saltano: il motore non regge. Così, pure chi non è amico può mettere il naso nei tuoi affari.

Un dilemma, esserci o non esserci? Sociologi, psicologi ed economisti si sono già espressi. «Facebook rende soli», ha detto Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico). «Facebook non disturba il lavoro», tranquillizza una ricerca inglese. «Facebook ha bisogno di fondi perché spende oltre un milione di dollari al mese solo in energia elettrica», dice TechCrunch, il blog creato da Michael Arrington e dedicato alle segnalazioni sul Web 2.0. «E Facebook, non essendo una compagnia fondata con lo scopo di fare soldi, morirà». Già, morirà. Ma uscirne è difficile. In gergo si dice suicidarsi. Si compila un modulo spiegandone le ragioni. Le opzioni vanno da “Facebook sta creando problemi alla mia vita sociale”, fino a “si tratta di uno stato temporaneo. Tornerò”. Il profilo resta ad memoriam, coperto di grigio come una tomba, e i dati, attenzione, rimangono nel sistema.

Negli Usa molti utenti hanno già smesso. Così, proprio nel momento in cui Facebook raggiungeva l’apice, ha iniziato a soffrire. Come una bolla speculativa da subprime. Gli iscritti hanno capito. E si sono suicidati in massa.

Marta Serafini
11 novembre 2008 (ultima modifica: 14 novembre 2008)

Le regole contro gli spioni
ATTENTI ALLE VOSTRE FOTO

Non é facile muoversi nel libro dei volti, e bisogna usare qualche accortezza per evitare di incappare in brutte sorprese, dalla frode telematica al furto d’identità.
1.- Registrazione limitata. Ci si iscrive su www.facebook.com fornendo dato obbligatori: mail, nome, cognome. E’ sconsigliato invece fornire generalità non obbligatorie, quali foto, data di nascita, professione, numero di telefono, inclinazioni religiose e politiche e carta di credito.
2.- Potenziate i filtri. Attraverso le impostazioni si decide chi può leggere il vostro status, vedere le vostre foto e chi può leggere i commenti lasciati sul wall – il muro delle comunicazioni. Attenzione però: ogni tanto i filtri saltano.
3.- Amici, solo quelli veri. Meglio entrare in connessione solo con chi si conosce veramente. Su Facebook si invita chi vogliamo. Ma si è anche contattati da molti di cui non conosciamo nulla. Dietro questi volti, potrebbe celarsi un truffatore.
4.- Furti di foto. Per caricare un’immagine é richiesto, pro forma, il possesso dei diritti della foto in questione. In realtà chiunque può caricare quello che vuole. Si possono taggare (nominare) gli altri sulle immagini e viceversa. In ogni caso, é sempre possibile rimuovere il tag.
5.- Attenzione a chi legge. Si scambiano messaggi pubblici sul wall, o privati attraverso il sistema Inbox, visibile solo ai diretti interessati. Poi si può chattare con gli amici. Qui nessuno può spiare.
6.- Misurate quel che dite. Se non volete far sapere dove siete, cosa fate e pensate, evitate di dirlo. Sul proprio wall ci sono gli appuntamenti cui si é invitati e cui si intende partecipare. Presenti pure le cause di cui l’utente ha scelto di diventare supporter, i prodotti (film, alimenti, oggetti di moda, registi, cantanti ecc.) di cui si é diventati fan.

7.- State fermi. Su FB si può anche scegliere di non agire, lasciando che siano gli altri a contattarci, non si aggiungono immagini e non si mandano messaggi. Sono molti gli utenti che seguono questa “filosofia” per evitare sorprese.

PRIGIONIERI DEL SUPEREURO

Posted in crisi, economia, intervista on Novembre 21, 2008 by webrond

La moneta unica sta danneggiando l’Italia. A causa degli exploit sui mercati della Germania. Parola di uno studioso tedesco di commercio e sviluppo.
Colloquio con Heiner Flassbeck di Federica Bianchi

Nel decimo compleanno dell’euro, Heiner Flassbeck, il capo economista dell’Unctad, l’agenzia dell’ONU che si occupa di commercio e sviluppo internazionale, è critico con la banca centrale europea per la sua “fissazione”, come dice lui, sull’inflazione, che rischia di ingabbiare l’attività produttiva dei paesi più deboli come l’Italia e di metterli in ginocchio per sempre, costringendoli ad uscire dall’unione monetaria. “La situazione economica europea non è ne buona né cattiva”, spiega dal suo ufficio di Ginevra:” Il problema è che il tasso di crescita dell’economia è stato sostanzialmente debole: la disoccupazione è scesa, è vero, ma ci troviamo in un trend economico negativo dovuto alla crisi finanziaria dei mercati, ma anche all’euro forte”.

Quali sono i paesi maggiormente colpiti dal supereuro e per quali motivi?

“L’euro forte danneggia in particolare i paesi europei della fascia mediterranea. Il problema principale è che abbiamo creato dei divari enormi nel rapporto tra costo nominale del lavoro e livello competitivo dei paesi europei. In una unione monetaria questa situazione pone le premesse per io disastro. Prima o poi il sistema collasserà. In cinque, dieci o 15 anni, non so. Ma il sistema monetario, con questi enormi divari tra aziende italiane e tedesche, cadrà di sicuro. Il Nord Italia compete con la Germania in tanti campi. Ma, sebbene in Italia l’aumento dei salari sia moderato, non potete sopravvivere a meno che la Germania non aumenti i suoi salari”.

In quel caso sarebbe possibile ripristinare l’equilibrio?

“Quasi impossibile. Anche se la Germania permettesse una crescita dei salari e l’Italia non modificasse niente, al vostro paese occorrerebbero dieci anni per raggiungere appena lo stesso rapporto tra costo del lavoro e produttività che ha la Germania. Ciò vuol dire che perfino nel 2017 l’Italia non guadagnerebbe quelle quote di mercato che ha perso a favore della Germania negli ultimi vent’anni. Ma è impossibile che la Germania aumenti questi salari, la Banca centrale direbbe che creerebbe inflazione. Quindi non succederà. Non credo comunque che questo scenario sia realistico: realistico è un processo di aggiustamento molto più lungo oppure il collasso del sistema monetario europeo. Una volta che un paese ha perso competitività e quote di mercato, e il paese vincente è un paese tanto grande e forte come la Germania, la situazione diventa drammatica. Il surplus commerciale della Germania sta esplodendo, mentre tutti gli altri paesi del Mediterraneo stanno soltanto in deficit”.

Che soluzione propone?

“Quello che nessuno capisce è che la Germania ha rotto le regole implicite del sistema monetario molto più dell’Italia. In Italia tutti pensano che sia il contrario. Ma se si guarda il grafico (vedere qui sotto) si nota che la Germania ha deviato dalla ‘linea di inflazione neutrale’ più dell’Italia. La Germania dovrebbe aumentare i salari. In Italia tutti pensano che bisognerebbe aumentare la produttività soffrire, ma L’Italia ha sbagliato molto meno della Germania. La Germania è il cattivo in questo caso, non l’Italia. La curva del consumo in Germania è piatta come quella del costo del lavoro a causa della filosofia secondo cui noi tedeschi dobbiamo sempre i campioni dell’export nel mondo. Ciò che la gente non capisce è che in una unione monetaria non si può più fare. Lo puoi fare con gli USA: loro possono svalutare la moneta e il problema è risolto. Nel 1992, quando l’Italia ha avuto problemi competitivi ha svalutato e non ci sono stati problemi. Ma con l’euro non si può fare. Se la Germania continua a combattere per avere una chance di aggiustamento alla fine. Salvo il collasso del sistema”.

Eppure ultimamente le esportazioni tedesche hanno perso smalto…

“Le esportazioni in Germania non stanno scendendo: non salgono tanto come prima. E se scendono non è nei confronti dell’Europa, ma nei confronti degli USA che hanno svalutato la moneta. In Europa, la Germania è di gran lunga il paese economico più forte. E tale rimarrà per i prossimi 500 anni se le cose non cambiano drammaticamente. Se la Germania non cambia politica, succederà in Europa quello che è successo nella Germania dell’Est: è rimasta economicamente morta mentre quella dell’Ovest deve pagarei trasferimenti. Vogliamo la stessa situazione in Europa? Se aumentassero i salari in Germania, i cittadini potrebbero consumare di più e l’Italia esportare di più. Ne guadagnerebbero tutti”.

Cosa dovrebbe fare l’Italia per aumentare la sua produttività?

“Più investimenti. Ma non avverrà. La Banca centrale è troppo restrittiva e la Germania troppo forte. Non c’è modo che l’Italia possa riguadagnare competitività”.

E allora?

“Italia, Spagna, Portogallo, e Grecia dovrebbero andare a Bruxelle e chiedere di ripristinare lo schema macroeconomico del dialogo. Mario Draghi deve dire che l’Italia non può andare avanti così, e che è soprattutto colpa dei tedeschi. Ero a favore dell’euro, ma per me è stato sempre chiaro che era importante avere uno schema di cooperazione per evitare il gap dei salari”.

Sarebbe positivo o negativo per l’Italia uscire dall’Unione monetaria?

“Dipende da come si esce. Chi potrebbe dire che cose sciocche potrebbero fare i politici italiani fuori dell’euro! Ma sicuramente un deprezzamento della moneta sarebbe inevitabile. Basta guardare all’Argentina: diceva che avrebbe avuto per sempre un cambio fisso con gli USA, ma è durato solo nove anni. Poi l’esperimento è finito e l’Argentina ha deprezzato la moneta del 300 per cento. Nessuno in Europa ha pensato ad una eventualità simile fino a oggi”.

Come si sta comportando la Banca centrale europea?

“Sono critico nei confronti della Banca centrale europea. Reagisce con troppa lentezza. Avrebbe dovuto tagliare i tassi d’interesse, ma non sta facendo nulla per paura dell’inflazione. E’ ridicolo, con il prezzo del petrolio a 130 dollari al barile e un aumento annuo del 3 per cento, dire che siamo a rischio d’inflazione. Non è inflazione: è un aumento straordinario del prezzo delle materie prime”

Inadeguato – da Rita Pani

Posted in infanzia, scandali, schiavi moderni, sociale on Novembre 20, 2008 by webrond

Inadeguato, inopportuno,
“carinamente” idiota.

Io detesto le “giornate mondiali”, ritengo che siano inutili, a volte persino offensive, ma poi comprendo che parlare anche per un solo giorno di un problema, sia meglio che non parlarne per nulla.
Ritengo che ogni giorno dovrebbe essere quello giusto per ricordarsi di chi soffre, di chi è malato, di chi non ha diritti, di chi vive una vita ingiusta, di chi vive in povertà, di chi soffre per una malattia rara della quale non importa a nessuno, delle donne che subiscono violenza, dei bambini …


Oggi Giornata Mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Oggi è consentito ricordarsi dei bambini che lavorano, dei bambini violentati, dei bambini affamati, di quelli rapiti e scomparsi, forse venduti o forse uccisi, dei bambini ammalati, dei bambini soldato che combattono guerre vere, e non con la playstation. Oggi è il giorno giusto per rivendicare i loro diritti negati. Oggi sarebbe stata l’occasione per tendere loro una mano, per farci toccare la coscienza, magari guardando i nostri figli, bianchi, protetti e al sicuro.

Oggi anche l’Italia avrebbe potuto far sentire la sua voce al mondo, con un’idea, con una promessa, con un impegno solenne che ridesse speranza ai bambini.

Ma qualcuno ha voluto che a parlare per noi fosse berlusconi, e quindi si spera che la voce italiana non varchi i confini di questo staterello miserabile come chi lo rappresenta.

Il giorno dei diritti dell’infanzia, berlusconi promette di negare i diritti all’infanzia, ancora una volta rivendicando la giustezza dell’apartheid nelle scuole, ancora in base all’assurdità secondo cui per insegnare l’italiano ai bambini stranieri, bisogna mettere cinesi con arabi, russi, africani, cileni … tutti loro insieme ma divisi dai bambini italiani, gli unici a poter parlare loro in italiano. E non importa che non sia stata io a spiegare l’ovvio, ma si siano per questo scomodati linguisti, sociologi, antropologi … La giustezza del pensiero risiede dentro le menti illuminate dei leghisti.

Ora aspettiamo, le altre giornate mondiali: quella contro la violenza sulle donne, in cui Berlusconi dirà che è bene non girare con la minigonna se non vogliamo essere violentate. Quella sulla fame nel mondo, in cui dirà che anche lui ha fame (o cazzo! Ma questo l’ha già detto!) La giornata mondiale contro la povertà, quando dirà che chi è povero non ha lavorato abbastanza in vita sua (temo abbia già detto anche questo).

Voi lo avete votato, e io mi devo vergognare. Anche questa è ingiustizia.

Rita Pani (APOLIDE)

TeLOS (R)ESISTE!!

Posted in TeLOS, comunicato, occupazione, sociale on Novembre 20, 2008 by webrond
questo pomeriggio i compagni accorsi a saronno sono rientrati all’interno dello spazio e ne hanno preso ripossesso dopo l’ennesimo maldestro tentativo di sgombero.

stasera tutt@ al telos per lo spettacolo teatrale “la casa degli spiriti”:
http://collafenice.wordpress.com/2008/11/10/cineteatro-telos/

TeLOS (R)ESISTE!!

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TeLOS
Saronno – Via Concordia 2A
http://collafenice.wordpress.com/

Le news di MSF: Condizione critica , MSF in azione..

Posted in MSF news, medici senza frontiere on Novembre 20, 2008 by webrond
La vita in Nord Kivu non è solo dura, è davvero critica. Le case e le terre sono diventate campi di battaglia. I bambini nati durante la crisi non conoscono che la guerra. Rifugi, cibo e acqua ormai scarseggiano. MSF dà voce ai testimoni diretti della guerra: voci, sguardi, paure e speranze della popolazione avvicinano questo conflitto lontano alla vita di tutti noi.
Leggi lo speciale >>
MSF in azione
Tubercolosi, il fallimento dell’Europa
MSF chiede alla Commissione Europea di quintuplicare i fondi per combattere la tubercolosi
Un nuovo rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) intitolato “Cough up for TB! – The Underfunding of Research for Tuberculosis and Other Neglected Diseases by the European Commission” mostra come la Commissione Europea stia fallendo nel contribuire alla ricerca per trovare vaccini, nuovi sistemi diagnostici e cure contro la tubercolosi.

Insieme a MSF

Non ci arrendiamo!
Guarda il nuovo video di Medici Senza Frontiere.

Sostenendo i nostri progetti potrai avere il tuo nome sulla bandiera simbolo di quella resa che ci ostiniamo a non voler accettare.

SEPHORA a favore di Medici Senza Frontiere
Con l’acquisto della bambolina Rubis disponibile nei punti vendita Sephora in tutta Italia, dal 17/11 al 31/12/2008, contribuirai a sostenere i progetti di Medici Senza Frontiere. Il prezzo della bambolina è di 10,00€, uno dei quali viene devoluto a Medici Senza Frontiere

Vi scrivo da…

Federico, infermiere, racconta la sua esperienza di ritorno da Haiti

A 5 anni Dazi torna a giocare nella sua Gonaives, la quarta città per numero di abitanti di Haiti, dopo aver sfiorato la morte

Ho denunciato Cossiga alle autorità.

Posted in Arcoiris TV, scandali on Novembre 19, 2008 by webrond

Non possiamo permettere che la dignità degli italiani venga continuamente calpestata.

Sono conscio che il mio gesto rimarrà qualcosa di simbolico più che realmente efficace per contrastare tali sproloqui, ma se ognuno di noi si muovesse per fare ciò che è nelle sue possibilità , forse qualche cosa potremmo cambiare, partendo dal basso.

Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare. Federico Fellini

Crisi? recessione tecnica? diciamo che entro 1 anno 1 milione di lavoratori resteranno senza lavoro!

Posted in Grillo, comunicato, lavoro, povera italia, scandali, sociale on Novembre 16, 2008 by webrond

Lo sentite il rumore degli zoccoli? Arrivano dal Piemonte, dal Veneto, dalla Lombardia. Due milioni, forse tre milioni di persone perderanno entro un anno (e stanno già perdendo) il posto di lavoro. Lo perdono al Nord, dove c’è, è elementare, i disoccupati del Sud non possono perdere quello che non hanno. Chi rimane a casa da un giorno all’altro occupa le stazioni, fa presidi, scende in piazza. Ma la sua protesta rimane sotto vuoto spinto. I media non ne parlano, si vergognano di mostrare padri di famiglia in mezzo a una strada. Per tranqullizzare usano termini soavi come “recessione tecnica” o “diminuzione del PIL”.
Politici e giornalisti (parlo di quelli servi, la maggioranza) sono categorie immuni dalla crisi. Perchè dovrebbero occuparsene? E’ un problema che riguarda sempre gli altri. L’unica soddisfazione per i nuovi disoccupati è che non moriranno più sul lavoro, ma soltanto di fame. In Lombardia è scoppiata un’epidemia, le banche si tengono i soldi e non li prestano più senza garanzie, le imprese straniere se ne vanno, quelle italiane perdono il mercato. E’ un bollettino di guerra, ma è solo la punta dell’iceberg. Leggere per credere.

BASIGLIO – MILANO: Astrazeneca, multinazionale farmaceutica, annunciato taglio di 315 dipendenti.
ASSAGO – MILANO: già a casa 55 lavoratori (236 in tutta Italia) della Engineering, azienda settore informatico.
ALBINO – BERGAMO: cotonificio Honegger ha annunciato 240 esuberi
PROVINCIA DI BRESCIA: 180 dipendenti della Franzoni filati di ESINE, 132 della Feltri di MARONE, 260 della Niggeler & Kupfer di CETO, 36 alla Henriette di CASTENEDOLO per un totale di 606 lavoratori dell’area bresciana per i quali sono appena stati annunciati tagli e cassa integrazione.
SAN GIULIANO MILANESE – MILANO. La San Carlo licenzia 19 lavoratori.
SUZZARA – MANTOVA: 160 precari IVECO non riconfermati.
MILANO: la Gabetti ha annunciato il licenziamento di 110 addetti (500 in tutta Italia).
CERIANO LAGHETTO – COMO: mobilità per 230 dipendenti della Rhodia.
JERAGO – VARESE: 90 cassintegrati alla Meccanica Finnord.

Ed aggiungo io, perchè mi riguarda personalmente: presso la Casagrande group di Fontanafredda (PN) settore metalmeccanico, entro aprile 2009, dimezzato il personale, più di 100 lavoratori a casa, ed ogni giorno si legge sul Messaggero Veneto di nuovi cassaintegrati: Snaidero, Pittini Ferriere Nord, Assa, Calligaris, chiusa la De Simon, e così via, molte aziende non lo fanno sapere ai media, ancora… aggiungete Voi se ne sapete qualcosa per tenerci aggiornati.

Comunicato Antifascisti fiorentini

Posted in antifascismo, comunicato on Novembre 15, 2008 by webrond
Questa mattina tutta la Firenze antifascista ha risposto in maniera attiva all’ iniziativa populista promossa dai fascisti di CasaPound.
Nascosti nelle vesti di “bravi ragazzi”, quelli che lo scorso 30 ottobre con spranghe e cinghia alla mano hanno picchiato decine di ragazzi inermi in Piazza Navona, e gli stessi che pochi giorni dopo, davanti alla realtà dei fatti non hanno trovato di meglio che irrompere all’interno della sede RAI per tentare di bloccare la diffusione dei video che li vedeva protagonisti, oggi alla ricerca di una legittimità nel territorio erano pronti a regalare il pane come risposta al problema del carovita.

Peccato che però hanno trovato la risposta di un centinaio di compagni e compagne, militanti antifascisti dei centri sociali e delle case occupate, che coinvolgendo decine di abitanti del quartiere del Galluzzo, che con una azione decisa e compatta ha impedito che l’iniziativa si svolgesse.
Con questa azione, che tutti noi rivendichiamo, vogliamo mandare un chiaro messaggio a tutti i vecchi e i nuovi fascisti che vorrebbero rialzare la testa : oggi come ieri noi non dimentichiamo, oggi come ieri per sempre antifascisti!
FUORI I FASCISTI DAI NOSTRI QUARTIERI…
. ORA E SEMPRE!
ANTIFASCISTI SEMPRE
Volantino distribuito al galluzzo
NESSUNO SPAZIO PER VECCHI E NUOVI FASCISTI, NESSUNO SPAZIO PER CASAPOUND
Fanno ridicole iniziative contro il carovita, cercano di strumentalizzare le lotte degli studenti, cercano di legittimarsi nelle lotte sul territorio, organizzano spedizioni squadriste e hanno come nemico principale e dichiarato gli antifascisti…….. ma chi sono e che cosa è CASAPOUND?
CASAPOUND è un associazione neofascista e neosquadrista fondata da ex appartenenti alla Fiamma Tricolore.
Vecchi ideali fascisti con una riverniciata di “giovinezza”.
Il vero problema è che questa “finta associazione-realmente fascista” sta cavalcando un periodo che per xenofobi-razzisti-qualunquisti- neofascisti di qualunque sorta è particolarmente favorevole: il razzismo strisciante, l’attacco costante ai valori della Resistenza, il malessere di molte periferie, tutto fomentato da un governo amico (che li ha indecentemente difesi per i fatti di Piazza Navona, ad esempio) e con cui già parlano di accordi elettorali.
I recenti fatti di Piazza Navona sono emblematici per capire come questa feccia nera cerca di insediarsi nelle piazze e nelle strade.
Attraverso il Blocco Studentesco (una loro diretta emanazione) hanno cercato di porsi alla testa della protesta studentesca contro la Legge Gelmini.
Ovviamente lo hanno fatto cercando di mascherarsi dietro slogan qualunquisti e apolitici (“Nè rossi né neri ma liberi pensieri”) salvo poi farsi largo a cinghiate tra gli studenti che, conoscendoli, non volevano farsi guidare da noti neofascisti e neonazisti romani.
Dopo aver fatti diversi feriti tra studenti, Cobas e Antifascisti hanno inscenato quella provocazione con i bastoni tricolori a cui opportunamente i compagni hanno risposto nell’unico modo possibile: cacciandoli dalla piazza.
I fatti di Piazza Navona sono emblematici perché mostrano chiaramente come i nuovi fascisti siano in realtà molto simili ai vecchi fascisti, marionette (più o meno consapevoli) manovrate dai vari Cossiga, Gelli, Berlusconi,…….
per ridurre tutte le questioni sociali ad un problema di ordine pubblico.
Come i vecchi fascisti anche i nuovi fascisti sono pronti a presentarsi in maniera subdola e mascherata quando sono in minoranza e in modo molto più arrogante e aggressivo quando la situazione glielo consente.
Come i vecchi fascisti i nuovi fascisti possono vantare ottimi rapporti con le Forze dell’Ordine (5 minuti di scontri con i bastoni in Piazza Navona il giorno di un corteo senza un poliziotto per poi essere chiamati per nome dai funzionari Digos…..”Dai Francesco levati…vai via….
” la dicono lunga sulle frequentazioni di questi personaggi e su chi sia a “gestirli” nei loro atteggiamenti “eroici”.
Possono travestirsi, possono cambiare nome, vestiti, slogan non possono però cancellare la memoria di chi ancora crede e pratica l’antifascismo.
Troveranno sempre nelle piazze e nelle strade chi non scorda i partigiani e la resistenza, chi non scorda la strategia della tensione e i suoi sporchi esecutori, chi non scorda i compagni accoltellati e uccisi dalle carogne in nero: Dax antifascista ucciso a Milano da tre neonazisti, Renato Biagetti accoltellato a morte da neofascisti all’uscita da una festa, Nicola Tommasoli ucciso a Verona perché non abbastanza remissivo davanti all’arroganza di quattro squadristi,……………
FUORI I FASCISTI DAI NOSTRI QUARTIERI…..ORA E SEMPRE!!
Antifascisti sempre

Il disegno di legge ammazzablogger : le informazioni!

Posted in Grillo, Petizioni, povera italia, scandali, schiavi moderni on Novembre 15, 2008 by webrond
dal blog di Beppe Grillo 13 Novembre 2008

Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano…

Il disegno di legge ammazzablogger non è figlio di nessuno. Sarà forse figlio di puttana. Di padre ignoto e di madre incerta. Nato in provetta o per partenogenesi. Non una voce dei nostri parlamentari, a parte quella di Antonio Di Pietro, si è levata a favore della Rete. Eppure dovrebbe importargli qualcosa. Milioni di italiani ci vivono, la frequentano, discutono e INFORMANO.
Il disegno di legge è stato presentato da Franco ‘Ricardo’ Levi. Levi è del PD. Il segretario del PD è Veltroni. O non sa nulla, come mi dicono gli succede spesso, o è d’accordo.
I veri giornalisti stanno in Rete, alcuni li conoscete, si chiamano Ricca, Martinelli, Byoblu. Mi scuso per coloro che non cito, ma sono migliaia. La Rete esprime un Paese diverso. Se i lobotomizzati dalle televisioni e dal trio CorriereRepubblicaLaStampa si informassero in Rete, lo psiconano sarebbe ospite permanente di Putin in Siberia e Topo Gigio Veltroni una maschera del cinema.
La legge ammazzablogger non va presa alla leggera. Neppure in Cina hanno osato tanto. Se passa, la Rete scompare. Ho letto molti commenti che consigliano di spostare all’estero i blog o di registrarsi con un indirizzo .com, .net o altro, non soggetto alle leggi italiane come il .it. Perché dovremmo farlo? Lo facciano loro, con i loro siti di m..da. Sono anni che noi siamo le lepri e loro i cani. Che giochiamo in difesa. Ogni giorno una nuova porcata. E’ ora di cambiare musica. Mi sento una lepre mannara, con i denti a sciabola. E’ una bella sensazione. All’inseguimento invece che in fuga. Centinaia di blogger stanno mostrando la faccia, il nome e cognome, il loro indirizzo http con l’iniziativa “FREE BLOGGER”. Sono loro il cambiamento. Non lo fermerete.

Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano…

Inviate le vostre foto con la scritta: “FREE BLOGGER”:
Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con:
- Oggetto: il tuo nome
- Testo: indirizzo del tuo blog
- Allegato: la tua foto con un cartello “Free Blogger”
Le foto appariranno nella barra superiore del blog.

- Articolo di “Punto Informatico”
- Analisi di Daniele Minotti

Free Blogger

Obama ha vinto anche grazie alla Rete. Ha raccolto fondi on line per un miliardo di dollari per la sua campagna elettorale. “A campaign powered by people, not the special interests”. Una campagna finanziata dalle persone, non dagli interessi di parte.
L’Obama de noantri, al secolo Topo Gigio Veltroni, dopo aver fracassato le palle a tutti gli italiani sulla somiglianza tra lui e Obama (un insulto peggiore dell’abbronzatura dello psiconano) vuole dare una mano alla Rete. Tutti i blogger si stanno toccando.

Topo Gigio è peggio di uno spyware, di un malware, è un virus insidiosissimo che trasforma tutto ciò che tocca in una Walterloo. Il suo incaricato del Pdmenoelle, in arte Franco “Ricardo” Levi, ha depositato alla Commissione Cultura della Camera, con alcuni ritocchi degni di Pol Pot, la famigerata Levi/Prodi. Detta anche legge “ammazzablogger”. Legge che va ribattezzata in Levi/Veltroni grazie alle nuove clausole.

In sostanza:
- ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale
- ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all’Agenzia delle Entrate
- ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione)
- ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa
- ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di “stampa clandestina“: due anni di carcere e sanzioni economiche.

Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. Insomma, può impiccarsi o spararsi un colpo in testa.
La Commissione che deve esaminare la proposta di legge inizierà a breve i lavori sulla “ammazzablogger“. Un sostegno da parte della Rete la aiuterà a prendere le decisioni.

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.

Free Blogger

per non dimenticare

Posted in 1 on Novembre 13, 2008 by webrond